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CINQUANT'ANNI FA.

Nell'agosto del 1972, esattamente cinquant'anni fa, un casuale incontro tra gli speleologi del Gruppo Grotte Nuorese e i sub del Verein Deutscher Holen und Karstforscher di Nurtingen, Jochen Hasenmayer e Tony Wulsh, fece nascere una collaborazione che portò i sub tedeschi a percorrere per la prima volta il sifone Sa Oche/Su Bentu.

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C
orso di Speleologia di I° livello del Gruppo Grotte Nuorese

E’ nel buio che devi guardare, con disobbedienza, ottimismo e avventatezza.
(MY)
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Oggi inizia il nuovo corso di speleologia del Ggn
(Puits Martine, Gouffre des Pyrénois, Haute-Garonne, Occitanie, France. Grazie a Thierry Aubé per l'immagine)


Riapre la sede

Più di un anno fa, nel luglio 2020, il Gruppo Grotte Nuorese ha dovuto abbandonare momentaneamente la storica sede di via Leonardo da Vinci.

L’edificio che ci ospita, l’Istituto Comprensivo Nuoro 1 "Ferdinando Podda",  è stato infatti oggetto di interventi per l’adeguamento alla normativa anti-sismica e dunque anche i nostri locali hanno subito un importante “maquillage” edilizio.
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Ricorrono quest'anno i sessant'anni dal ritrovamento dello scheletro di Sisaia. A ricordo di quel momento riproponiamo un articolo pubblicato dal socio Mario Sanges in un vecchio Gruttas e Nurras (Anno I - n. 2, 1974).
Per ulteriori approfondimenti leggi anche:
Domina lunae
di Francesco Murgia

Testimonianze della cultura di Bonnannaro nella Grotta di "Sisaia"
di Mario Sances

Per noi uomini del XX° secolo, frutto della società dei consumi, tutti protesi verso il raggiungimento di forme di benessere sempre più sofisticate, è molto difficile immaginare, trovandoci di fronte ad una landa deserta, circoscritta da pareti quasi strapiombanti, costellata di anfratti, forre, voragini e di antri giganteschi che spalancano gli ingressi dei loro tortuosi meandri sulla vallata sottostante, la fervente attività umana, che fu spettacolo abituale, alcune migliaia di anni fa, per colui che avesse avuto la possibilità di potersi avventurare fra gli impervi picchi che costituiscono le ultime propaggini del Supramonte di Oliena e Dorgali.
Per un imprevedibile capriccio della natura, giganteschi ammassi calcarei si sono dischiusi a formare, e nello stesso tempo quasi a proteggere, la stupenda valle di Lanaitto.
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