80 anni dentro la montagna

In occasione dell'ottantesimo anniversario della nascita del PiCaVe, nucleo originario del Gruppo Grotte Nuorese, è uscito un nuovo numero di "Gruttas e Nurras" - bollettino del sodalizio - che ripercorre gli ultimi dieci anni di attività. La presentazione ufficiale avverrà in occasione della manifestazione "Mastros in Nugoro" all'interno dei locali ExMè; per l'occasione verrà anche allestita una piccola mostra fotografica.
La rivista è stata stampata con il contributo della Federazione Speleologica Sarda.



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Sifone della Candela

Su Bentu – Sala della Candela.
Sabato 21 luglio il bravo e forte sub Thorsten “Toddy” Waelde - www.protecsardinia.com - si è immerso e ha esplorato per la prima volta il sifone II della Candela. Dopo aver superato due sifoni, Toddy ha raggiunto e percorso una galleria asciutta per diverse centinaia di metri. Tutto è in fase “lavori in corso” e una relazione più dettagliata sarà fornita più avanti.

Toddy inizia l'immersione

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Prolagus 3D

Nelle sale del Museo Archeologico di Nuoro, i tecnici dell'Ailun hanno compiuto una scansione tridimensionale della ricostruzione in gesso del Prolagus risalente alla fine degli anni sessanta e realizzato da Daniel Oppliger del Museo di storia Naturale di Basilea (Svizzera) e Mary Dawson del Carnegie Museum di Pittsburg.

Teca espositiva del Prolagus

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Maggio 2018 - Monte Omene (fotografie)

Esplorazione di due piccole voragini in zona Monte Omene.



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Il Prolagus Sardus

Dai vari resti fossili trovati in varie parti d’Europa. per lo più sotto forma di breccia ossifera, si deduce che alcune ascendenti del Prolagus Sardus abbiano vissuto abbondantemente in questa estesa area geografica fra i 25 e i 10 milioni di anni fa, restringendosi successivamente fino a circa 2 milioni di anni fa all’area geografica sardo-corsa dove il discendente Prolagus visse ancora durante il neolitico e si estinse in un non ben determinabile tempo storico.
Brecce ossifere di questo animale sono state localizzate dal Gruppo Grotte Nuorese nel Monte Albo, tra Lula e Siniscola, e presso Silanus, risalenti a depositi formativi entro cavità calcaree, venute a luce per smantellamento erosivo e corrosivo della soprastante roccia da parte degli agenti atmosferici.
Ma il più grande deposito di ossa sfuse di Prolagus Sardus, fu da me rinvenuto nel 1967 dentro la Grotta Corbeddu. frammisto a numerosi avanzi di pasto, costituiti prevalentemente da ossa di cervo e muflone, consumati in un insediamento umano risalente a una fase neolitica durante la quale il cinghiale doveva essere ancora assente dalla Sardegna o almeno dall’areale di caccia di quell’importante insediamento umano che fu la Valle di Lanaittu.