Monte Albo - Apertura anno speleologico

La tradizionale apertura dell'anno speleologico quest'anno si è tenuta a Monte Albo in località Mandra Brujata: scopo della spedizione era l'esplorazione di una voragine pubblicata in un vecchio numero della rivista Gruttas e Nurras (1979). A breve verranno pubblicate le fotografie e il confronto tra il nuovo rilievo e quello vecchio.



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Prolagus 3D

Nelle sale del Museo Archeologico di Nuoro, i tecnici dell'Ailun hanno compiuto una scansione tridimensionale della ricostruzione in gesso del Prolagus risalente alla fine degli anni sessanta e realizzato da Daniel Oppliger del Museo di storia Naturale di Basilea (Svizzera) e Mary Dawson del Carnegie Museum di Pittsburg.

Teca espositiva del Prolagus

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Maggio 2018 - Monte Omene (fotografie)

Esplorazione di due piccole voragini in zona Monte Omene.



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Il Prolagus Sardus

Dai vari resti fossili trovati in varie parti d’Europa. per lo più sotto forma di breccia ossifera, si deduce che alcune ascendenti del Prolagus Sardus abbiano vissuto abbondantemente in questa estesa area geografica fra i 25 e i 10 milioni di anni fa, restringendosi successivamente fino a circa 2 milioni di anni fa all’area geografica sardo-corsa dove il discendente Prolagus visse ancora durante il neolitico e si estinse in un non ben determinabile tempo storico.
Brecce ossifere di questo animale sono state localizzate dal Gruppo Grotte Nuorese nel Monte Albo, tra Lula e Siniscola, e presso Silanus, risalenti a depositi formativi entro cavità calcaree, venute a luce per smantellamento erosivo e corrosivo della soprastante roccia da parte degli agenti atmosferici.
Ma il più grande deposito di ossa sfuse di Prolagus Sardus, fu da me rinvenuto nel 1967 dentro la Grotta Corbeddu. frammisto a numerosi avanzi di pasto, costituiti prevalentemente da ossa di cervo e muflone, consumati in un insediamento umano risalente a una fase neolitica durante la quale il cinghiale doveva essere ancora assente dalla Sardegna o almeno dall’areale di caccia di quell’importante insediamento umano che fu la Valle di Lanaittu.

F-LUMEN

Borsa di studio "Luigi Mereu"

Il progetto finale, per ora, resta un obiettivo ancora da raggiungere, e per realizzarlo servono almeno 10mila euro tra telecamere, Led, sensori sofisticati, cavi e sistema Wi-fi. Ma grazie al lavoro di un anno di alcuni studenti dell’Ipsia, insieme a un team di insegnanti, e al contributo dello storico Gruppo grotte nuorese, quell’ambizioso percorso tra scienza e calcoli, nelle ultime settimane ha raggiunto un importante tassello.I ragazzi della quinta A, dell’istituto scolastico, coordinati da alcuni docenti, sono riusciti infatti a realizzare il primo modellino in scala del sistema di rilevamento della piena all’interno della grotta di Su Bentu. Una delle grotte più celebri della provincia di Nuoro e dell’intera isola: anche gli astronauti dell’Agenzia spaziale europea qualche tempo fa l’avevano scelta per allenarsi in vista delle loro future sfide. 

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