Cronache di viaggio.

CRONACHE DI VIAGGIO di Anton Maria Dedé

L'idea del viaggio era nata spontanea, come un fiore nella stagione buona. Ancora informe, fu subito amorevolmente coltivata da Piero, che le diede il corpo di un suo itinerario da lungo tempo immaginato.

Esponendone il progetto, Piero era parso scoprirne lui stesso, gradatamente, le seduzioni più segrete. Quelle sue immagini interiori si erano andate traducendo in un sorriso sempre più largo e convincente, a far da sfondo all'esposizione. Breve e sommaria, fatta in tono suadente e quasi concitato ad un tempo.

Di quel suo progetto, ancora imprecisato, ogni sua parola era caduta su terreno fertile: negli occhi di Paolo, voglioso e già interessato ai futuri particolari, quelle immagini si erano ingrandite quasi palpabilmente, come fossero le mie. Nella sua espressione intenta e, quasi, ingorda, avevo visti riflessi i miei stessi desideri: tre giorni di spazio, di cammino, di libertà assoluta in un paesaggio tanto più seducente quanto più aspro e selvaggio. La traversata di tutta la zona calcarea da Baunei a Dorgali.

Non c’era voluto molto; né per convincere noi stessi, né per i preparativi. Ed ora, eravamo già in viaggio.

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Doloverre

DOLOVERRE di Giulia Delogu

La speleologia, come noi tutti sappiamo, è un'attività volta all'esplorazione, allo sudio e alla conoscenza del mondo sotterraneo.

Si, la speleologia è questo, ma non si risolve in questo, non per chi la pratica.
La speleologia è amore. E, se l'amore è dedizione, appassionata ed istintiva, verso un'altra persona, la speleologia è tutto questo, verso la grotta.
Ciò che muove l'animo dello speleologo è il desiderio di arrivare nell ventre della terra e scoprirne i suoi segreti. E scoprire quelli che, lui stesso, nasconde dentro di se.
Non è, quindi, solo un viaggio sotterraneo, ma è un viaggio dentro se stessi: la grotta è un mondo in cui tutte le maschere che portiamo nella vita quotidiana, cadono,inesorabilmente, facendoci fare i conti con chi siamo realmente.
Per questo, possiamo scoprire di più su una persona in una giornata in grotta, che in un anno di conoscenza.
 
Buona parte dell'attività speleologica consiste nella ricerca di nuove grotte, ed è proprio la brama di trovarne di nuove che ci spinge a continuare a cercare, nonostante gran parte di questa attività si risolva, più spesso di quanto vorremmo ammettere, in un buco nell'acqua.
Alle volte, però, se sei molto fortunato, riesci a trovare ciò che hai cercato a lungo, proprio quando non lo stai cercando, esattamente come è successo il giorno in cui abbiamo trovato la grotta di Doloverre.
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi."
(Marcel Proust)

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La favolosa voragine del Monte Tiscali

L'Europeo - 1957 - di Giuseppe Trevisani

L'uomo aveva le mani legate dietro la schiena con un pezzo di quelle corde di cuoio, dette loros, che servono per aggiogare i buoi al carro. Camminava piano, sollevando un piede dopo aver ben posato l'altro avanti. perché era bendato. Stavano camminando da molte ore. Forse era già l'alba, il prigioniero sentiva il vento e sapeva di trovarsi nella valle di Lanaitto. Il sentiero saliva; gli uomini che seguivano l'uomo bendato non dicevano una parola. Ogni tanto qualcuno lo toccava con la canna del fucile per indicargli di piegare a destra, o a sinistra. Il prigioniero si sentì toccare, con la canna, sul braccio sinistro. Fece un passo a destra e non sentì più terra, picchiò con la faccia contro i rami di un albero mentre continuava a cadere, e gridò. L'urlo durò parecchi secondi prima che l'uomo giungesse al fondo della voragine del Monte Tiscali, che è profonda novantanove metri.


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Racconti - L'abisso delle vergini

L'ABISSO DELLE VERGINI
d
i Sergio Angeletti - 1971 - L'Atlante

Questa notizia i lettori di Atlante, la stanno leggendo in esclusiva mondiale. Per averla, prima, e per poterla dare, poi, non e stato facile e c'è voluto un po' di pazienza e qualche avventura. Perché i sardi, si sa, sono gente fidata ma diffidente, e quelli del Gruppo Grotte Nuorese non fanno certo eccezione, anzi.

Si capisce allora che quando, nello scorso maggio, si son resi conto di aver messo per l'ennesima volta le mani su qualcosa di grosso, han badato bene a star zitti, non foss'altro perché parte dei recuperi si presentavano laboriosi, ed era meglio non avere troppi funzionari e cattedratici a metter bocca: ora che un bel po' di lavoro e stato fatto, esca pure la notizia, e mettano pure bocca che ne avranno da dire.

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