Sa Oche

Prima esplorazione nella Grotta

Nel lontano 1938, in Nuoro, tre uomini accomunati dalla stessa passione si costituivano in Gruppo Speleologico, dando così origine al nucleo primigenio della speleologia sarda. Alla formazione di questo gruppo, Bruno Piredda, Giuseppe Cadoni e Federico Ventura erano pervenuti a coronamento naturale d'una lunga serie d'escursioni, portate a termine, spesso, a prezzo di notevoli rischi e sacrifici; questo primo gruppo ha rappresentato la forza coesiva per la nascita del sodalizio.

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La voragine di Ispinigoli

Cronaca d’arcani riti d’eta' punica 
Introduzione

Il racconto che segue trae spunto dalle scoperte archeologiche effettuate dal Gruppo Grotte Nuorese nella voragine di Ispinigoli, una cavità carsica che si apre alle pendici di Monte Sospile, in prossimità della costa orientale della Sardegna. 

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Domina Lunae - La grotta – sepoltura “SISAIA”

La Storia
Una domenica di primavera del 1961 alcuni speleologi del Gruppo Grotte Nuorese erano impegnati in una battuta di ricerca esterna nella valle di Lanaittu, in località "Borrosca", a ridosso del versante occidentale di Monte Gutturgios. La giornata, fresca e luminosa, si presentava nelle condizioni ideali per dar efficacia all'esplorazione del sistema carsico epigeo di quella porzione di Supramonte. Nel percorrere il sentiero che adduce al canyon di Doloverre, non passò inosservata l'ombra scura di ciò che pareva un piccolo anfratto, parzialmente occultato dalla verde macchia mediterranea, che si apriva tra le fessurazioni della parete calcarea. Lasciati gli zaini alla base della parete, gli speleologi risalirono il breve e ripido pendio che li separava dall'ingresso della cavità, portandosi appresso solo i caschi con l'illuminazione ad acetilene ed una corda; qualora lo sviluppo della grotta avesse richiesto l'utilizzo d’altri materiali si sarebbero potuti recuperare facilmente gli zaini contenenti le attrezzature necessarie. Addentratisi nella grotta, la primissima impressione degli esploratori fu quella di trovarsi di fronte ad una grande cavità carsica di notevole interesse che, nelle aspettative, già s’immaginava connessa al sistema idrocarsico della sorgente di San Pantaleo. Ma questa speranza si rivelò ben presto illusoria.