Grotta Doloverre

Nuova scoperta.
L'ultima scoperta del GGN è una voragine posta lungo la gola Doloverre. Dopo una serie di uscite finalizzate ad allargare una strettoia da cui fuoriusciva una forte corrente d'aria, gli speleologi sono riusciti a calarsi in una voragine, profonda circa 60 m, per poi bloccarsi sopra a un piccolo lago.
A breve altre notizie.

Sotto, uno schizzo della voragine. Alcune immagini della grotta sono visibili al link http://gruppogrottenuorese.it/galleria-fotografica/grotta-doloverre

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GROTTA COROJOS

Primi elaborati del rilievo della grotta di Corojos (Oliena) - 2014

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F-LUMEN

Borsa di studio "Luigi Mereu"

Il progetto finale, per ora, resta un obiettivo ancora da raggiungere, e per realizzarlo servono almeno 10mila euro tra telecamere, Led, sensori sofisticati, cavi e sistema Wi-fi. Ma grazie al lavoro di un anno di alcuni studenti dell’Ipsia, insieme a un team di insegnanti, e al contributo dello storico Gruppo grotte nuorese, quell’ambizioso percorso tra scienza e calcoli, nelle ultime settimane ha raggiunto un importante tassello.I ragazzi della quinta A, dell’istituto scolastico, coordinati da alcuni docenti, sono riusciti infatti a realizzare il primo modellino in scala del sistema di rilevamento della piena all’interno della grotta di Su Bentu. Una delle grotte più celebri della provincia di Nuoro e dell’intera isola: anche gli astronauti dell’Agenzia spaziale europea qualche tempo fa l’avevano scelta per allenarsi in vista delle loro future sfide. 

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Corojos: l’emozione della scoperta

Siamo appena rientrati dall’inaugurazione dell’anno speleologico 2015. Non so perché, ma qualcosa mi spinge a riprendere in mano il racconto, ormai abbandonato, della scoperta della grotta di Corojos. Quella di quest’anno è una strana inaugurazione. Gli ultimi accadimenti hanno destato una profonda tristezza e un’intima riflessione di ogni singolo socio. Ma per il Gruppo Grotte Nuorese è una tradizione, da ripetere sistematicamente, che affonda le radici da non so quanti decenni. 

Galleria Carmina (foto L. Mereu)

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Bonaetè: S’ingurtidorgiu

S’ingurtidorgiu de Bonaeté cattura parzialmente le acque che scorrono lungo il basamento ercinico della omonima valle, costituito da rocce metamorfiche di medio grado. L’ingresso della cavità era ostruito da detriti alluvionali e di versante, nonché da enormi massi dolomitici di taglia variabile dal 1/2 m ai 3-4 m; molti sono probabilmente franati, altri provengono, molto verosimilmente, dallo sbancamento effettuato per aprire la strada adiacente che conduce sino all’abitato di Lodè.

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