Racconti - Lanaitto

Visite: 67

ISPEZIONATI LA VALLE DI LANAITTO E LO STRAPIOMBO DI TISCALI 

IL TEMPO - Dicembre 1956 )

Nuoro, 10 Dicembre

(G.O.) – Prosegue con ritmo sostenuto, ed alimentata da una passione meritevole veramente e degna di menzione, l’attività del Gruppo Grotte Nuorese, presieduto da Bruno Piredda. Dopo la valorizzazione delle grotte del Bue Marino, che hanno dato al complesso speleologico sardo la perla più ambita ed attraente, dopo le ripetute escursioni alle meravigliose grotte del Monte Albo, un altro campo di ricerche e di studio ha attratto il Gruppo: la valle di Lanaittu. 
Non sarebbe sufficiente un mese di lavoro indefesso per la esplorazione anche superficiale ed affrettata del vasto complesso archeologico e speleologico di questa valle sconosciuta ai più. In periodi successivi quindi gli esploratori nuoresi hanno dovuto dedicarsi all’identificazione ed ai rilievi più importanti dei villaggi nuragici e delle grotte esistenti lungo il corso dei numerosi corsi d’acqua che intersecano la valle di Lanaitto.


Il principale spettacolo naturale di quella ampia e potenzialmente fertile distesa, che dal ponte sul Cedrino giunge fino agli aspri dirupi dolomitici di Tiscali, viene offerto dalle grotte susseguentesi l’una all’altra, denominate “ Corralinu”, “ Sos bilighinzos”, “ Sa Oche”, “Su ‘entu”, “ Sa ucca de sas ballas”, “ Sos eliches artos”, “Sos zigantes”, ed alcuni villaggi nuragici, di cui ben è stato scritto.

Il Lamarmora e i suoi valenti collaboratori, durante il loro lungo viaggio in Sardegna, trascurarono completamente la esplorazione di Lanaitto, e pochissimo tempo dedicarono alla ricognizione del Rio “Codula ‘e luna” in territorio di Dorgali, ricca di grotte come la precedente valle più volte citata.

A circa 10 chilometri dal ponte sul Cedrino (strada provinciale Traversa SS. 129 - Dorgali) nella valle di Lanaittu, tra la grotta di “Sa oche” e l’ovile cosi detto di Giobbe, si trovano pietre trachitiche lavorate ed i ruderi di due villaggi nuragici del tipo di quello di “Gollei” e di “Tiscali” di Oliena. Tali pietre sono state certamente trasportate dall’altopiano di Gollei, distante circa 8 chilometri, poiché il tipo di roccia non esiste in altra zona vicina.

Percorsi ancora 4 chilometri, su di una caratteristica amba dolomitica, a 517 metri sul livello del mare, si trova il villaggio di Tiscali, considerato il più importante fra quanti ritrovati nel territorio di Oliena.

A Tiscali proprio sulla cima dell’amba, si apre una profonda voragine dalle parati a picco, con due larghi scivoli, all’imboccatura, nel quale si ritiene venissero precipitate anticamente le vittime immolate agli dei dell’abisso. Anche in tempi più recenti la malavita si servì delle tombe naturali ed introvabili per far scomparire i nemici.

Alcuni elementi del Gruppo Grotte Nuorese, superate agevolmente le notevoli difficoltà offerte dall’asperità della montagna, si calarono con ardimento ed enorme fatica lungo la parete verticale, raggiungendo il fondo della voragine a ben 126 (sic!) metri di profondità.

È certamente la prima volta che il mistero che avvolge lo strapiombo è stato rotto da piede umano.

Dal fondo gli ardimentosi speleologi hanno potuto notare la dipartita di tre distinte vie, una delle quali fa supporre che gli antichi abitatori della zona accedessero alla voragine dalla valle del torrente Coroios attraverso “Sa conca de sos troccos”. Tale supposizione viene avvalorata dal rinvenimento di ossa nel tragitto di questa imboccatura, all’esterno, nonché di un piccolo orcio di terracotta, probabilmente nuragico, e di un ancoretta granaria romana, reperiti dentro la voragine. Il passaggio alla predetta “Conca de sos troccos”, dopo circa un centinaio di metri dal torrente Coroios, risulta ostruito da grossi sassi e detriti alluvionali.

La ardimentosa spedizione, ha eseguito i principali rilievi topografici di Tiscali, scattato numerose fotografie e si ripromette, quanto prima di riprendere i lavori di esplorazione di tutto il complesso, interrotti dal maltempo.

Ha in preparazione inoltre in oltre un ampio e documentato lavoro su “Tiscali”, così come sul complesso geo-idrologico della parte est delle montagne di Oliena.

Non possiamo che plaudire incondizionatamente ai brillanti risultati conseguiti dall’ardimentoso gruppo di giovani .