Isola di Tavolara - La grotta del Papa

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Relazione speleologica (10 aprile 1958)

In seguito ad invito rivolto dalla Associazione Turistica “Pro Loco" di Olbia, diretta dal Dott. Gavino Campesi, il Gruppo Grotte Nuorese, nei giorni dal 3 al 5 aprile 1958, ha condotto esplorazioni speleologiche nell'Isola Tavolara. Scopo della spedizione è stato quello di stabilire l'entità dei fenomeni carsici atti ad una proficua valorizzazione turistica dell'Isola ed in particolare di studiare le risorse idriche connesse.


Il Gruppo, considerata anche la scarsa disponibilità di tempo, ha dovuto limitare l'esplorazione al versante orientale dell'Isola.

Le avverse condizioni del mare non hanno consentito, nei primi due giorni, di raggiungere alcune cavità marine lungo la costa sud-orientale.

Nella zona terrestre sono state esplorate varie cavità che, pur presentando importanti aspetti speleologici, non offrono particolare interesse turistico sia per le difficoltà di accesso che di percorribilità interna. Queste cavità sono formate da cunicoli molto inclinati e di limitata estensione e profondità.

Dopo diversi tentativi fatti via mare, solo all'alba del giorno cinque e mediante l'uso di natanti di gomma lanciati dalla motobarca di servizio, il Gruppo ha potuto raggiungere la Grotta del Papa, segnalata come una delle principali dell'Isola. Tale grotta trae nome dall'omonima Punta, situata 500 metri più a S, e così chiamata per la sua caratteristica forma a tiara.


GROTTA DEL PAPA

Provincia SS } Comune di Olbia } Località Isola Tavolara.

Carta Topogr. I.G.M. 1125000 1 Foglio N.182 Quadrante I tavoletta SO
Nome Isola Tavolara. cu

Coordinate Geografiche: Longitudine 2°42'45" Latitudine 40°54'55

Coordinate polari: Distanza m.59 in direzione E. dal Faro vecchio,

Altitudine: Quota ingresso e livello mare.

Nome Cognome e indirizzo del proprietario, alla data del 5 aprile 1958 : Demanio Marittimo

Dislivello (dalla quota ingresso al punto più alto) m.31 ca. .
Lunghezza ramo principale, in proiezione, m.30 ca.;spaziale m.105 ca.
Sviluppo complessivo con diramazioni, in proiezione, m.122 ca.; spaziale m.150 ca.
Andamento prevalente: ascendente.
Percorribilità interna: difficile.
Pozzi: nessuno.
Dislivelli da risalire: dal mare alla Sala dei Cormorani; dal primo invaso d'acqua dolce, oltre il cunicolo, alla Sala delle stalattiti rosse;
dalla vasca delle stalagmiti a scodella alla Sala delle stalattiti rosse.

Esplorazione completa eseguita il 5/4/1958 dal Gruppo Grotte Nuorese.
Rilievi indicativi eseguiti da: Ing. Mario Coinu e Sig. Bruno Piredda,
Scala approssimativa del rilievo: 1:1000

Itinerario per raggiungere la cavità partendo dal centro abitato più vicino raggiungibile con strada carrozzabile: da Olbia, via mare, direttamente, o con approdo a Cala del Faro * quindi via terra, su sentiero, fino in prossimità del Faro vecchio.
Di qui si scende nella dolina aperta lateralmente sul mare, passando sotto il grande arco naturale che costituisce una delle più incantevoli meraviglie dell'Isola, si arriva nella sottostante scogliera che consente di avvicinarsi alla grotta fino a venti metri.
Questo ultimo breve tratto, con mare calmo, può essere agevolmente superato con battelli pneumatici.

Descrizione della cavità (schizzi indicativi allegati: sezione e pianta).
La Grotta. del Papa si apre nella falesia a picco sul mare con un maestoso ingresso largo m.16 ca. ed alto m.12. Normalmente all'allineamento frontale dell'imbocco, dopo una soglia dell'altezza di qualche metro, che delimita l'avangrotta invasa dal mare, si sviluppa il corridoio principale che, in leggera ascesa conduce, dopo un percorso di 20 metri circa, alla Sala dei Cormorani.
Questa sala, così chiamata per la presenza in essa di tali palmipedi, ha un bel fondo pianeggiante: la volta, bassa, degrada a S. fino a poche decine di centimetri dal pavimento, lasciando aperto un cunicolo di m.12 invasato d'acqua di stillicidio per una profondità di m.30 che occorre attraversare carponi.
Si accede quindi ad una saletta, caratterizzata da grossi banchi di argilla sedimentaria, e dalla quale si passa in ripida o scivolosa ascesa, attraverso uno stretto foro, alla vasta Sala delle stalattiti rosse.
Questa sala termina, nella parte più bassa, con una vasca d'acqua dolce,nella quale sono state riscontrate alcune stalagmiti calcareo-sabbio-argillose sagomate a scodella.

Natura della roccia entro cui è scavata la cavità: calcari del mesozoico (giurese medio).
Natura del suolo della cavità: Roccioso, detritico, ghiaioso, sabbioso, argilloso; all'imbocco, roccioso; all'interno, misto.
Concrezioni: numerose, fitti stalattiti e stalagmiti, variamente concrezionate e incrostate di argilla, e qualche drappo adornano la sala terminale.

Note geo-morfologiche: è una grotta proveniente da intenso fenomeno leptoclastico. Sedimentazioni fossili di mare glaciale si trovano a quota m.6 ca., in corrispondenza di una linea di battigia di tale mare ancora bene evidente ai lati dell'ingresso.
Note idrologiche: esistono due piccoli bacini d'acqua dolce proveniente da stillicidio, uno di m.12x3,50 a l'altro di m.4x3; entrambi sono soliti inaridirsi durante l'estate.
Non sono state avvertite delle correnti d'aria. Le temperature non sono state rilevate per mancanza di tempo.
Fauna: Nella prima sala, in stretti e corti cunicoli a fior di terra, sono stati trovati numerosi cormorani, intenti ciascuno alla cova di un solo uovo.

Paleontologia: non rilevata.
Paletnologia: Frammento di lucerna ad olio (romana?) e vari cocci di terrecotte d'impasto più grezzo riferentesi ad epoca più remota.

Note idrologiche generali
Le possibilità idriche dell'isola di Tavolara sono strettamente legate alla sua configurazione esterna e al processo geologico di formazione.
L'aspetto esterno è infatti quello di un tetto con una linea di colmo che segue l'asse principale dell'Isola (SO-NE) da cui partono le falde notevolmente inclinate e bruscamente interrotte su quasi tutti i lati da alte pareti a picco sul mare.

La mancanza poi evidente di bacini naturali di raccolta delle acque meteoriche riduce notevolmente la possibilità di fenomeni di carsismo attivo perimetrale non solo in quota, ma anche alla base, e quindi anche di risorse idriche.

Non è tuttavia de escludere che limitati fenomeni di carsismo attivo siano ancora in vita sul piano di contatto tettonico, tra granito e calcare, verso il centro della montagna, dove le spessore della la roccia calcarea raggiunge altezze intorno ai 500 metri, essendo l'altezza massina dell'Isola di m.564 a Punta Cannone.
Appare da ciò evidente che un approfondito esame della speleologia dell'Isola potrebbe portare a insperate scoperte idrologiche.
Per quanto si può dedurre dalle prime sommarie osservazioni è da ritenere che il settore speleo-idrologico più interessante di Tavolara sia quello rivolto a SE, tra P.ta del Papa e P.ta la Mandria, verso il quale gli strati del calcare sono decisamente e fortemente inclinati.
A questo settore occorrerà perciò dare la preminenza delle ricerche sia che esse vengano effettuate in grotte terrestri, o nelle
numerose grotte marine a ingresso aereo o submarino.

Note turistiche.
L'itinerario terrestre per il raggiungimento della Grotta del Papa costituisce certamente una delle più suggestive attrattive naturali dell'Isola di Tavolara.
Attualmente esso non può essere percorso agevolmente per i numerosi scoscendimenti e friabilità del terreno in punti vari. Anche la strada-carrareccia, che conduce al Faro vecchio, sulla quale si svolge la parte più panoramica, giace in stato di completo abbandono.
Per la valorizzazione turistica di questo itinerario, già sommariamente descritto, occorrerà perciò ammodernare la strada per il Faro vecchio ed effettuare una adeguata sistemazione della discesa in grotta.
Tale sistemazione dovrebbe poggiare su une serie di scalinate scavate nella viva roccia e di terrazze-belvedere attraverso la dolina e il ponte naturale fino alla sottostante scogliera. Su questa si potrebbe ricavare un agevole sentiero ed una passerella a sbalzo che conducano direttamente all'interno della grotta.

Un simile percorso offrirebbe al turista una attrazione veramente suggestiva che integrerebbe ii limitato interesse turistico della grotta.

Nuoro 10 aprile 1958
IL PRESIDENTE
Bruno Piredda