Racconti - Lanaitto

ISPEZIONATI LA VALLE DI LANAITTO E LO STRAPIOMBO DI TISCALI 

IL TEMPO - Dicembre 1956 )

Nuoro, 10 Dicembre

(G.O.) – Prosegue con ritmo sostenuto, ed alimentata da una passione meritevole veramente e degna di menzione, l’attività del Gruppo Grotte Nuorese, presieduto da Bruno Piredda. Dopo la valorizzazione delle grotte del Bue Marino, che hanno dato al complesso speleologico sardo la perla più ambita ed attraente, dopo le ripetute escursioni alle meravigliose grotte del Monte Albo, un altro campo di ricerche e di studio ha attratto il Gruppo: la valle di Lanaittu. 
Non sarebbe sufficiente un mese di lavoro indefesso per la esplorazione anche superficiale ed affrettata del vasto complesso archeologico e speleologico di questa valle sconosciuta ai più. In periodi successivi quindi gli esploratori nuoresi hanno dovuto dedicarsi all’identificazione ed ai rilievi più importanti dei villaggi nuragici e delle grotte esistenti lungo il corso dei numerosi corsi d’acqua che intersecano la valle di Lanaitto.

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Nella grotta del Guano

La grotta mi fu indicata da un anziano agricoltore di Oliena che vi si recava a fare raccolta di guano per fertilizzare il suo orticello.

Lo incontrai sulla carrareccia per Lanaittu una mattina di un giorno qualunque del 1938.
Non ostante l'età avanzata procedeva molto speditamente e dovetti affrettarmi per raggiungerlo.
Gli pendeva sulle spalle un capace zaino vuoto, in parte sommerso dalla folta capigliatura brizzolata che gli sfuggiva di sotto al rustico copricapo. Mi affiancai al solitario viandante, lieto di aver incontrato un compagno di viaggio, il quale, certamente, aveva più dimestichezza di me di quei luoghi dove mi recavo in escursione speleologica. Senza fermarsi, mi rivolse uno sguardo indagatore e saluta alla maniera proto- sarda 'Oh, Oh' che in quel particolare momento significava 'Buongiorno'.
Risposi anch'io allo stesso modo, accennando a un sorriso di compiacenza. Era come se ci fossimo conosciuti da sempre. Solo restavano da conoscere i motivi che ci spingevano a frequentare quei luoghi; ma anche questi furono subito chiariti.

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Racconti - Carlo Mauri

Nel 1974 per il settimanale La Domenica del Corriere, il famoso alpinista ed esploratore Carlo Mauri, insieme a Luigi Bazzoli, inizia un viaggio alla scoperta dei luoghi incontaminati d'Italia; la sua prima tappa fu la Sardegna con tre itinerari: uno nel Supramonte di Orgosolo e due nei territori di Baunei e Dorgali. Negli ultimi due venne accompagnato da alcuni “speleologhi dilettanti” del Gruppo Grotte Nuorese. Questa definizione non venne accolta molto bene dall'allora Presidente Bruno Piredda che scrisse a Mauri lamentandosi; l'alpinista non poté far altro che scusarsi dell'infelice descrizione. Il breve carteggio è conservato nella sede del GGN.

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Racconti - Bue Marino (1963)

Dopo una settimana di intensi preparativi e di studi preliminari è stata effettuata il 10 agosto una delle più importanti spedizioni speleologiche finora condotte alle grotte del Bue Marino di Dorgali.
programmata ed organizzata dal Gruppo Grotte Nuorese, la spedizione ha avuto esito felice con risultati sorprendenti, grazie alla collaborazione appassionata di alcuni sommozzatori della Marina Militare, nonché di un gruppo di speleologi ed esperti subacquei belgi.



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1976 - SPEDIZIONE di S. GIUSEPPE di Franco Tronci

La spedizione di S.Giuseppe, così denominata perché effettuata durante il cosiddetto “ponte” gettato fra i giorni di Venerdì 19 Marzo e di domenica 21, si è sviluppata con partenza da due zone diverse: la località di “Cumbidaprantas”, sovrastante la cala di “Fuili” dalla quale sono partiti due gruppi il primo dei quali, composto di quattro elementi, ha preso il via la mattina del giorno di S. Giuseppe, il secondo composto di otto elementi, il pomeriggio del sabato successivo.
Dalla località denominata “S’iscala de suttaterra”, situata a breve distanza dalla strada statale “Orientale” nel pomeriggio del giorno di S. Giuseppe è partito il terzo gruppo composto anche esso di quattro elementi.
Scopi principali di questa spedizione sono state la localizzazione e la rilevazione topografica della grotta “Porcheri” ubicata nella parte Dorgalese della codula di Luna a breve distanza dall’ovile denominato “Bochiarta”.
Questa grotta già esplorata dal G.G.N. all’incirca venticinque anni fa, intorno al '51, fu a suo tempo rilevata e per di più dei componenti l’antica spedizione, non è stato possibile rintracciare qualcuno che potesse far da guida.

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