Si! Al fiume!

 

Ci sono parole e frasi che ti colpiscono come fa uno schiaffo sul viso. Ce ne sono altre che come un tarlo scavano nei recessi della memoria e che, come i relitti di un naufragio, ritornano sulla superficie dei pensieri… inattesi quanto provvidi. Ogni naufragio della comprensione riporta quindi sulla battigia della speculazione, qualche piccolo tesoro. È lì e non aspetta altro che esser raccolto.

Sollecitato da alcune persone sull’opportunità di andare presso la Grotta de Su Bentu, Maurizio un giorno disse: per fare una spedizione devo avere un obiettivo, altrimenti non mi sento motivato.

Ecco il pensiero che dopo esser stato in balìa dei flutti elettrici del superego, per tanto tempo, riemerge imperioso e approda sospinto dai venti della coscienza nelle coste frastagliate dell’ego. Questo vento della coscienza ha un nome. Si chiama Marco R. e fa lo speleologo.

Marco R. è quello che a prima vista diresti essere un ragazzo o poco più, esile in apparenza, ma certo forte come una vecchia balestra volkswagen. E come questa un po’ curvo, non certo per l’età o la fatica, ma forse per ritrosia e timidezza. Capelli corti e basette pretenziose: unico vezzo nell’aspetto per altro modesto e dignitoso.

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Note idrologiche sulla grotta "Su Bentu"

La prima fase di esplorazioni speleologiche di quest’anno alla Grotta “Su Bentu- Sa Oche” condotta dal Gruppo Grotte Nuorese dal 19 al 30 marzo u. s. è stata conclusa felicemente con risultati soddisfacenti.

Impegnativa, quasi ai limiti delle possibilità umane, l’esplorazione è stata superata senza incidenti di rilievo, grazie sopratutto al grande entusiasmo, alla disciplina, alla capacità, all’assistenza reciproca dei 18 speleologi nuoresi che hanno fraternamente condivise ansie e sacrifici personali. Il piede e la mano hanno poggiato tremanti sui mille pericoli: sull’orlo di burroni, di voragini, di passaggi in pareti levigate dallo scorrere violento dell’acqua o spalmate di fanghi argillosi. Centinaia di laghetti con acque cupe e profonde sono stati navigati con fragili battelli pneumatici sotto l’insidia continua di concrezioni affioranti sagomate a coltello, pronte a scalfire la esile tela gommata e le mani dell’incauto esploratore. Cinque battelli sono stati squarciati e dieci speleologi sono stati costretti a gelidi bagni. Gli abiti bagnati non asciugano mai in quella atmosfera che infradicia, che riempie i polmoni d’acqua, che screpola i piedi e le mani.

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All’Etnografico Inaugurato il Museo Archeologico

Articolo tratto da La Nuova Sardegna del 26 ottobre 1978

NUORO, 25 Ottobre

È stato inaugurato ieri pomeriggio, alla presenza delle massime autorità cittadine, il museo speleo-archeologico delle testimonianze del passato e che riguardano reperti ritrovati in provincia e che risalgono a un periodo assai significativo della Sardegna centri-orientale. Il materiale, che è stato sistemato in eleganti bacheche è anche il frutto di anni di lavoro, e di ricerca del << Gruppo Grotte Nuorese >>che in tutti questi anni ha svolto un proficuo lavoro che ha consentito di recupero di materiale di valore, ed un patrimonio che assunto, potrà essere visionato da estimatori e cittadini, e che rappresenta una testimonianza tangibile delle nostre popolazioni dal paleolitico in poi.

E dispiace che questa iniziativa si sia attuata un tantino in ritardo nel tempo, infatti, una grande parte del materiale reperito in queste zone è andato ad arricchire altri musei:e ciò, anche se può apparire un dato confortante, risulta un fatto negativo per quanto concerne il materiale a disposizione del museo cittadino.

Il museo civico, tuttavia risulta omogeneo ed attrezzato, ed i reperti sono esposti in modo funzionale, secondo il periodo storico, d’appartenenza ed il visitatore può spaziare nell’ambito di cinque sale. Tra il materiale esposto oltre appunto a quello del <<Gruppo Grotte Nuorese>> figurano reperti messi a disposizione da privati o donati dallo Stato: tutto materiale di estremo valore ed interesse storico, tra cui le ricostruzioni di famose e misteriose tombe dei nostri avi.
Sempre nell’ambito dell’inaugurazione sono stati presentati gli scritti redatti dal sovrintendente di Sassari dottor Nicosia: si tratta di apprezzabili <<quaderni>> dedicati, in vari numeri,reparti e soprattutto al significato delle<<stele>> e delle tombe dei giganti.

La tematica archeologica del museo sicuramente riscuoterà quel successo di pubblico che merita e ciò conforterà chi si è impegnato per la riuscita della rassegna stabile.

 

Sognando ad occhi aperti ...

Sognando ad occhi aperti ho percorso le Grotte del Bue Marino nei tortuosi tronchi principali e nei più riposti meandri delle sue numerose diramazioni. E ne sono rimasto, in ogni angolo,incantato e rapito.
Ho navigato con leggera imbarcazione il LAGO SALATO che,con i suoi 40 metri di sviluppo, può ben considerarsi il lago salato sotterraneo più lungo del mondo. Nella spiaggetta delle foche, ancora vergine al turista,attratto da un insolito brontolio, ho scoperto un “cucciolo” di appena 10-15 giorni.

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Neospeleologia in Sardegna

PRIMA ESPLORAZIONE NELLA GROTTA “SA OCHE” - OLIENA

La prima attività speleologica di esplorazione sistematica delle grotte in Sardegna, per quanto mi risulti,  risale  al  1939.  ed  ebbe  come  obiettivo principale la grotta di "Sa Oche", nella valle di Lanaittu (Oliena), anche se l’idea prima sulla necessità di costruire in Sardegna una organizzazione speleologica nacque più tardi, negli U.S.A.

Sono stato protagonista di entrambi gli eventi e, sebbene contrario alle trattazioni di carattere personale, occorre che io ne parli, almeno per dovere di cronaca.

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