Testimonianze della cultura di Bonnannaro nella Grotta di "Sisaia"

di Mario Sances

Per noi uomini del XX° secolo, frutto della società dei consumi, tutti protesi verso il raggiungimento di forme di benessere sempre più sofisticate, è molto difficile immaginare, trovandoci di fronte ad una landa deserta, circoscritta da pareti quasi strapiombanti, costellata di anfratti, forre, voragini e di antri giganteschi che spalancano gli ingressi dei loro tortuosi meandri sulla vallata sottostante, la fervente attività umana, che fu spettacolo abituale, alcune migliaia di anni fa, per colui che avesse avuto la possibilità di potersi avventurare fra gli impervi picchi che costituiscono le ultime propaggini del Supramonte di Oliena e Dorgali.

Per un imprevedibile capriccio della natura, giganteschi ammassi calcarei si sono dischiusi a formare, e nello stesso tempo quasi a proteggere, la stupenda valle di Lanaitto.
La comparsa dell’uomo nell’isola ha strappato questa valle al regno incontrastato della fauna selvaggia, e data la particolare conformazione naturale della zona essa dovette apparire quale supremo coronamento di ogni aspettativa agli occhi dei primi esploratori neolitici, che vi giunsero dopo un lungo e, possiamo ragionevolmente supporlo, periglioso peregrinare, dalle coste non lontane, nello svolgimento forse di un inconscio programma di colonizzazione di un’isola deserta, completamente a disposizione di quegli arditi che fossero riusciti a superare i rischi e i pericoli, per quei tempi inenarrabili, derivanti da una traversata marittima affrontata per raggiungere le coste della Sardegna.E che questa valla fu per millenni un’alacre officina di attività umane, lo dimostrano le tracce evidenti che l’uomo vi ha lasciato durante il suo lungo cammino nel tempo.

Leggi tutto: Testimonianze della cultura di Bonnannaro nella Grotta di "Sisaia"

Sifone della Candela

di Elisabetta Amatori (tratto da Gruttas e Nurras 2018)

‘Perché lo fai?’ ‘Per il piacere della scoperta.’
Non è vero, ma si fa prima a rispondere così, come quando ci viene chiesto ‘Come stai?’ e rispondiamo ‘Bene’ anche quando bene non stiamo.
Una sorta di bugia collettiva.

Leggi tutto: Sifone della Candela

Idrogeologia del Supramonte

di Francesco Sanna

Introduzione.

Il “Supramonte di “Orgosolo-Oliena-Urzulei” costituisce uno dei più importanti massicci carbonatici carsificati della Sardegna.

Esso si estende per circa 170 Kmq ed alimenta le sorgenti di Su Gologone, San Pantaleo e Su Tippari, ubicate lungo la sponda destra del Fiume Cedrino, in agro del comune di Oliena e Dorgali, nonché la sorgente di Gorropu situata nelle pendici centro-orientali dello stesso Supramonte.

Leggi tutto: Idrogeologia del Supramonte

La speleologia al servizio dell'Agricoltura

di Giancarlo Carta (1974)

La grotta «Su Bentu» ha sempre rappresentato per il Gruppo Grotte Nuorese uno dei punti di forza, sia per quel che riguarda l'interesse espressamente carsico-speleologico, che per le possibilità economico-turistiche insite in questo immenso complesso carsico.

Già nel 1952 si era completata l’esplorazione della prima parte della grotta, e se ne era valutata l’importanza come bacino idrico per i suoi naturali collegamenti con la connuente grotta “Sa Oche”. L’esistenza di un sifone di collegamento tra le due grotte, in un primo tempo solo ipotizzata, era stata resa evidente scientificamente da una prova con la fluoresceina. Mancava solo di concretizzarla con una prova subacquea, per avere tutti i dati necessari sia per realizzare un disegno organico, come planimetria, che per poter svolgere seriamente e con concretezza un completo studio idrologico. Alcuni tentativi di immersione fatti con attrezzature non del tutto idonee in condizioni particolarmente difficoltose a causa dei detriti che intasavano il sifone e conclusisi nel 1960 con un percorso di 62 metri, fecero chiaramente intendere che la possibilità di successo dipendeva esclusivamente da condizioni particolari di agibilità in dipendenza del materiale trasportato dalle frequenti piene.

Leggi tutto: La speleologia al servizio dell'Agricoltura

La radice Gol (Gon) nella Toponomastica sarda

di Michele Columbu (1955)
Atti VII Congresso Nazionale di Speleologia Sardegna 3-8 ottobre 1955

Nella toponomastica sarda molti sono i termini concernenti le forme carsiche (voragini, gole, etc.) che hanno le radici Gol, Gor e Gon.
L'autore ricorda la Voragine del Golgo (Baunei), la Gola di Gorropu (Urzulei), Golonio, Ispinigoli e Gologone tutti indicanti fenomeni carsici.

La radice GOL (GON) nella toponomastica sarda

Quale che possa apparire il tono di questa comunicazione, riconosco che il suo contenuto non può sostanzialmente avere altro valore che quello di probabile ipotesi. D'altra parte un valore di rigorosa sicurezza in questa materia è assai difficile da raggiungere.
So bene con quale estrema cautela ci si debba muovere e certamente si muovono i linguisti, ma non ignoro che, pur procedendo con i piedi di piombo, persino i celebri scienziati incorsero in celebri errori. Che dire di me che non sono un linguista e ho elaborato la mia tesi con... le ali ai piedi! Nulla mi distoglie tuttavia dal voler presentare le mie ipotesi anche al lettore specializzato, convinto che la spregiudicatezza (anche se per avventura è dovuta a ignoranza) e la libertà dalle formule scolastiche di procedura possono talvolta aprire nuovi orizzonti alla scienza ufficiale.

Il testo che segue è in fase di correzione (ndr)

Leggi tutto: La radice Gol (Gon) nella Toponomastica sarda