Si! Al fiume!

 

Ci sono parole e frasi che ti colpiscono come fa uno schiaffo sul viso. Ce ne sono altre che come un tarlo scavano nei recessi della memoria e che, come i relitti di un naufragio, ritornano sulla superficie dei pensieri… inattesi quanto provvidi. Ogni naufragio della comprensione riporta quindi sulla battigia della speculazione, qualche piccolo tesoro. È lì e non aspetta altro che esser raccolto.

Sollecitato da alcune persone sull’opportunità di andare presso la Grotta de Su Bentu, Maurizio un giorno disse: per fare una spedizione devo avere un obiettivo, altrimenti non mi sento motivato.

Ecco il pensiero che dopo esser stato in balìa dei flutti elettrici del superego, per tanto tempo, riemerge imperioso e approda sospinto dai venti della coscienza nelle coste frastagliate dell’ego. Questo vento della coscienza ha un nome. Si chiama Marco R. e fa lo speleologo.

Marco R. è quello che a prima vista diresti essere un ragazzo o poco più, esile in apparenza, ma certo forte come una vecchia balestra volkswagen. E come questa un po’ curvo, non certo per l’età o la fatica, ma forse per ritrosia e timidezza. Capelli corti e basette pretenziose: unico vezzo nell’aspetto per altro modesto e dignitoso.

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Il Gruppo Grotte va in missione con gli astronauti

 

L’addestramento nel Supramonte è stato un successo. Soddisfazione per il ruolo svolto dagli speleologi nuoresi

 
ESAcaves2013Si è conclusa nelle grotte del sistema carsico di Su Bentu e Sa Oche, nella vallata di Lanaithu, il corso di sopravvivenza dei sei astronauti (due americani, un italiano, un russo, un giapponese e un canadese), promossa dall’Ente Spaziale Europeo, con l’assistenza di medici ed esperti, coordinati dalla direttrice del corso Loredana Bessone. La scelta del sito barbaricino per le diverse sperimentazioni dell’ESA è stata rafforzata dalla collaborazione del Gruppo Grotte Nuorese,

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Il Gruppo Grotte celebra il pioniere Piredda

 

Il racconto di una stagione epica per la speleologia barbaricina: da Sa Oche al “Prolagus sardus”

PireddaNUORO. Il Gruppo Grotte Nuorese ha celebrato il centenario della nascita di Bruno Piredda, erborista e archeologo. Fu spleologo e fondatore del gruppo speleologico barbaricino (5 giugno 1953). A farne parte dall’inizio dell’attività esplorativa del mondo barbaricino furono, tra gli altri, Dino Giacobbe, Sebastiano Maccioni, Pierino Siotto, Vittorio Chironi, Federico Ventura, Pietro Porcheri, Ignazio Dessanai, Mario Coinu, Mario Sedda, Giuseppe Cadoni, Fausto Moncelsi e Gesuino Curreli. Si trattava di ingegneri, insegnanti, intellettuali e comunque di personaggi nuoresi che, oltre a coltivare una profonda amiciziatra loro, avevano la passione per la storia e la conoscenza delle tradizioni isolane, ed in modo particolare della città.  A dire il vero, la passione di Bruno Piredda per la speleologia nacque già verso la fine della seconda guerra mondiale. Ossia nel 1938, quando tre giovani insegnanti elementari decisero di raggiungere la valle di Lanaittu, alle spalle di Monte Corrai che sovrasta Oliena, E armati di semplici candele, decisero di visitare la grotta di Sa Oche. Spinti soprattutto dalla curiosità di vedere che cosa nascondesse nelle sue viscere. Alle prime visite ne seguirono tante altre, sollecitando sempre più la voglia di conoscere meglio il mondo dell’ignoto, oltre che per tentare di scoprirne i misteri e gli eventuali tesori. Nel contempo i tre “moschettieri” cominciarono a sensibilizzare gli amici, spronandoli ad associarsi, in modo da dar vita da un gruppo compatto. La guerra però impose una battuta d’arresto all’attività esplorativa delle grotte distribuite nel territorio, anche se, in qualche misura, si era cominciato a visitare la Grotta del Bue Marino e di San Giovanni Su Anzu e Ispinigoli. Dopo il 1945 l’attività speleologica riprende quasi in sordina. Nel frattempo però si era affinato l’utilizzo dell’attrezzatura dell’associazione degli speleologi che si preoccuparono anche di dare un nome al gruppo. Lo chiamarono Pi.Ca.Ve, che sono le iniziali dei loro cognomi: Piredda, Cadoni, Ventura. Nel 1953, a 10 anni dalla costituzione non ufficiale, venne costituito il Gruppo Grotte Nuorese.

Al quale occorre dare merito di importanti scoperte scientifiche. Quale quella del Prolagus Sardus.

Un roditore simile al coniglio, che viene fatto risalire a 25 milioni di anni fa. Nel 1965 al gruppo di speleologi nuoresi l’allora sindaco Gonario Gianoglio, profondamente colpito dai risultati conseguiti dagli oltre 150 soci, assegna loro i locali seminterrati delle scuola elementari di via Leonardo da Vinci, dove è ancora oggi ospitata la sede ufficiale del Gruppo Grotte Nuorese. (a.b.)

(articolo pubblicato sul giornale La NuovaSardegna del 24 settembre 2013)

 

Casola 2013 - “Dai passi al laser”

 

Il Gruppo Grotte Nuorese e la società di ingegneria EDILO saranno presenti ad “Underground” l’incontro internazionale di speleologia che si terrà a Casola Valsenio (RA) dal 30 ottobre al 3 novembre. Verranno mostrati i primi risultati del rilievo tridimensionale della grotta di Su Bentu realizzato nel mese di agosto.

Potete consultare il sito web relativo all'Incontro Internazionale di speleologia: http://www.speleopolis.org/it/

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Il Gruppo Grotte ricorda Piredda

 

Evento alla Satta in occasione del centenario del poliedrico studioso-naturalista

Piredda

NUORO. L’inaugurazione di un laboratorio erboristico, di una mostra fotografica di speleologia. E soprattutto la presentazione del lavoro fatto sulla grotta di Su Bentu, mappata in 3D grazie a sofisticati laser-scanner. Tutto sabato prossimo alla biblioteca Satta, organizzato dal Gruppo grotte nuorese per onorare il centesimo anniversario della nascita di colui che tutto questo ha iniziato e reso possibile:
Bruno Piredda. Archeologo e erborista, fondatore del Gruppo grotte nuorese, immaginato durante la sua “cattività” a Pittsburg nel 1938, in cui Bruno studiava e pensava alle sue montagne natie. Poliedrico, studiò da autodidatta geologia, idrogeologia e carsismo, sperimentando sul campo applicò le tecniche e gli strumenti adatti per apprezzarne la vastità e la difficoltà delle materie. Nella sua permanenza in America apprese e perfezionò la conoscenza della lingua inglese che in seguito gli permise di confrontarsi con diversi studiosi di tutto il mondo e di essere nominato dalla fondazione Rockfeller responsabile per l’estirpazione della zanzara anophele in Sardegna nella lotta contro il morbo della malaria. Ottimo atleta si distingueva nell’arrampicata libera ed era in grado di raggiungere qualsiasi obiettivo in grotta e su roccia. Esperto botanico ed erborista lo si ricorda mentre negli ultimi anni della sua vita preparava infusi e decotti sia per gli amici che per chi ne aveva necessità, dispensando agli stessi perle di saggezza e di vita. Poco più che ottantenne, morì serenamente così come era vissuto, in silenzio da vero gentleman.
 
(articolo pubblicato sul giornale La NuovaSardegna del 24 settembre 2013)